Filler cellule staminali adipose
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Filler con cellule staminali
Con il passare degli anni il viso non cambia solo per le rughe che compaiono, ma per un motivo più profondo: perdiamo volume. Gli zigomi si appiattiscono, i solchi ai lati della bocca si approfondiscono, lo sguardo appare più stanco. Spesso chi arriva nel mio studio non desidera un volto diverso, ma semplicemente ritrovare la freschezza e l’armonia che sente propri.
Per molto tempo la risposta è stata il filler di acido ialuronico. È un ottimo strumento, ma è un materiale che il corpo riassorbe e che va ripetuto nel tempo. Oggi possiamo fare qualcosa di diverso e, per molti pazienti, più elegante: usare il tessuto del paziente stesso, ricco di cellule staminali, come filler naturale. Il risultato non riempie soltanto: rigenera.
Che cos’è il filler con cellule staminali
Il filler con cellule staminali derivate dal tessuto adiposo del paziente sta oggi ampiamente affiancando, e spesso sostituendo, il filler a base di acido ialuronico. Si utilizza allo stesso modo del filler classico – per riempire rughe e solchi del viso o dare volume a zigomi e
mento – ma con una differenza sostanziale: si tratta di una metodica assolutamente naturale, che sfrutta il grasso del paziente e le cellule staminali in esso contenute. È uno dei trattamenti che rientrano nel percorso di cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo che utilizzo nel mio studio.
Perché scegliere il grasso al posto di un materiale esterno
Il vantaggio principale nasce dalla natura stessa del tessuto. Trattandosi del grasso del paziente, è totalmente biocompatibile e privo di reazioni da rigetto o intolleranza. È morbido ed elastico come solo il tessuto adiposo può essere, e questo lo rende ideale per zone delicate e mobili del volto.
C’è poi la componente più affascinante: la ricchezza cellulare del tessuto adiposo. In un solo centimetro cubo di tessuto trattato sono presenti nell’ordine di 250.000 cellule nucleate, di cui una frazione – le vere cellule staminali mesenchimali – rappresenta la componente rigenerativa più attiva. Queste cellule sono capaci di riparare i tessuti danneggiati dall’età, di trasformarsi e di produrre sostanze che migliorano il trofismo e l’elasticità della pelle. A differenza di un filler tradizionale, una parte del tessuto – dal 30% al 70% – attecchisce e rimane stabilmente nel sito di impianto. E, non trattandosi di un materiale estraneo, non esiste il rischio di formazione di granulomi.
Come agiscono davvero le cellule staminali
Vale la pena chiarire un punto spesso semplificato: le cellule staminali non si limitano a “trasformarsi” in nuovo tessuto. Il loro effetto più importante è di tipo paracrino, cioè legato alle sostanze che rilasciano nell’ambiente circostante. Secernono infatti fattori di crescita e molecole ad azione angiogenetica – come il VEGF – che stimolano la formazione di nuovi capillari. Questo aspetto è decisivo: il grasso trapiantato sopravvive grazie alla rapida creazione di una nuova rete vascolare che lo nutre. È proprio la capacità rigenerativa e pro-angiogenetica delle cellule staminali a favorire l’attecchimento del tessuto e, allo stesso tempo, a migliorare la qualità della pelle sovrastante, agendo su collagene ed elasticità.
Il candidato ideale
Il paziente che richiede questa metodica è spesso qualcuno che ha già utilizzato in passato filler a base di acido ialuronico e che desidera un risultato più naturale e più duraturo nel tempo. Le indicazioni sono le stesse del filler classico: riempire i solchi naso-genieni tra naso e bocca, attenuare le rughe della marionetta agli angoli della bocca, correggere la depressione del solco naso-lacrimale, ripristinare il volume degli zigomi, ridare armonia alla linea mandibolare e dare volume al mento.
La tecnica, passo dopo passo
Il principio alla base è il prelievo di tessuto adiposo autologo – cioè del paziente – ricco di cellule staminali e mesenchimali. Il prelievo si effettua dall’addome, dai fianchi o dalle culotte de cheval. È sufficiente una piccola anestesia locale e, con una micro-cannula di 1 millimetro, si aspirano circa 6 cc di grasso.
Il grasso viene poi sottoposto a un processo di lavaggio, decantazione ed emulsione. Al termine si ottengono due o tre siringhe da 1 cc – identiche a quelle dei filler di acido ialuronico – che però contengono cluster di cellule adipose con un’alta percentuale di cellule staminali al loro interno. Come il filler classico, anche quello con staminali viene iniettato con un micro-ago o una micro-cannula. La stessa logica rigenerativa è alla base di trattamenti correlati come il MicroFat e il Nanofat.
I risultati
I risultati del filler con staminali sono visibili fin da subito, esattamente come avviene con un filler di acido ialuronico. La percentuale di attecchimento del grasso va dal 30% al 70%: il tessuto permane per un tempo variabile dai sei mesi ai tre anni, e in parte per tutta la vita, mentre le cellule staminali, una volta trapiantate, si attivano rigenerando la cute. È inoltre possibile associarlo ad altri trattamenti come l’Endolift, i fili di trazione e la tossina botulinica.
Quando il filler con cellule staminali non basta
Uno degli aspetti più importanti della medicina estetica è sapere quando un trattamento non è sufficiente, o non è quello più adatto. Il filler con cellule staminali lavora sul volume e sulla qualità della pelle, ma non risolve ogni forma di invecchiamento. Quando il problema principale è il rilassamento dei tessuti, può essere più corretto valutare un lifting o trattamenti di sostegno come l’Endolift o i fili di trazione.
Se invece a segnare il volto sono soprattutto le rughe d’espressione – quelle che compaiono con il movimento, come le rughe della fronte o le zampe di gallina – lo strumento più indicato non è un filler ma la tossina botulinica, eventualmente nella sua formulazione liquida Relfydess®. E quando il bisogno principale è restituire luminosità e idratazione a una pelle spenta, può essere più utile un protocollo dedicato alla qualità cutanea come la biostimolazione, Exomatrix o gli esosomi autologhi.
Questo non è un limite del trattamento, ma il modo corretto di ragionare. Ogni metodica ha una funzione precisa e la naturalezza nasce proprio dalla capacità di scegliere lo strumento giusto, senza forzare un prodotto a fare ciò per cui non è indicato. È esattamente questo che valuto durante la visita, spesso combinando più trattamenti in un unico piano personalizzato.
Il filler con cellule staminali in breve
| Aspetto | Informazione |
|---|---|
| Trattamento | Filler con cellule staminali adipose autologhe (lipofilling di piccolo volume) |
| Tessuto utilizzato | Grasso del paziente, ricco di cellule staminali mesenchimali |
| Aree principali | Solchi naso-genieni, rughe della marionetta, solco naso-lacrimale, zigomi, mandibola, mento |
| Obiettivo | Riempire rughe e ripristinare volumi in modo naturale, con effetto rigenerante sulla pelle |
| Tipo di trattamento | Ambulatoriale, mini-invasivo, non chirurgico |
| Prelievo | Micro-liposuzione da addome, fianchi o culotte de cheval con micro-cannula da 1 mm |
| Anestesia | Anestesia locale |
| Recupero | Nessuna convalescenza, ripresa immediata delle normali attività |
| Risultato | Visibile da subito; parte del grasso attecchisce stabilmente (30-70%) |
| Durata | Da sei mesi a tre anni, in parte permanente; consigliato richiamo dopo circa un anno |
| Ricchezza cellulare | Circa 250.000 cellule nucleate per cc di tessuto; le staminali ne sono una frazione |
| Vantaggio principale | Biocompatibile e privo di rischio di rigetto o granulomi |
Domande frequenti sul filler con cellule staminali adipose
È un filler naturale ottenuto dal tessuto adiposo del paziente stesso, ricco di cellule staminali mesenchimali. Si preleva una piccola quantità di grasso con una micro-liposuzione, lo si lavora fino a ottenere due o tre siringhe da 1 cc e lo si inietta come un normale filler per riempire rughe e ridare volume. A differenza dell’acido ialuronico, non è un materiale esterno: è tessuto vivo, biocompatibile e privo di rischio di rigetto.
L’acido ialuronico riempie in modo temporaneo e viene riassorbito nel giro di alcuni mesi. Il filler con cellule staminali, invece, è costituito dal grasso del paziente: una parte attecchisce in modo stabile e per sempre e le cellule staminali contenute nel tessuto avviano un processo rigenerante sulla pelle, migliorandone trofismo ed elasticità. Il risultato è quindi più naturale e più duraturo. Molti pazienti scelgono questa metodica proprio dopo aver già provato i filler di acido ialuronico.
Le indicazioni sono le stesse del filler tradizionale: i solchi naso-genieni tra naso e bocca, le rughe della marionetta agli angoli della bocca, la depressione del solco naso-lacrimale, il ripristino del volume degli zigomi, l’armonia della linea mandibolare e il volume del mento.
No, non è un intervento doloroso. Il prelievo di grasso si esegue in anestesia locale, con una micro-cannula di 1 millimetro dalla quale si aspirano circa 6 cc di tessuto. L’iniezione del filler avviene poi con micro-ago o micro-cannula, esattamente come un filler classico.
Il risultato è visibile da subito. Il 30-70% del grasso iniettato attecchisce stabilmente, mentre la componente rimanente può permanere da sei mesi fino a tre anni. Le cellule staminali, una volta trapiantate, si convertono in adipociti e fibroblasti restituendo elasticità e luminosità alla pelle. Per stabilizzare l’effetto nel tempo si consiglia in genere di ripetere il trattamento dopo circa uno/due anni.
È una metodica molto sicura perché si utilizza tessuto del paziente stesso. Non esiste il rischio di granulomi, tipico invece dell’acido ialuronico o dei filler permanenti (di cui mi occupo anche nel trattamento laser dei granulomi da filler). Nella zona di prelievo può comparire una piccola ecchimosi, trattabile con arnica; nella zona di innesto un lieve gonfiore transitorio.
No. Il filler con cellule staminali adipose non prevede convalescenza: si torna subito alle proprie attività. Al massimo può comparire un piccolo livido nella zona di prelievo e un gonfiore transitorio in quella di innesto.
Di norma si eseguono due trattamenti nell’arco di un paio di anni per ottenere un risultato stabile e definitivo. Il numero preciso dipende sempre dalla situazione di partenza del singolo paziente, che valuto durante la visita.
Sì, il filler con cellule staminali adipose è una metodica completamente ambulatoriale, senza ricovero.
Sì. Il filler con cellule staminali si integra bene con altri trattamenti del viso, come l’Endolift, i fili di trazione e la tossina botulinica, per un risultato complessivo più armonico. Fa parte della mia proposta di medicina rigenerativa.
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Ogni volto ha una storia e un equilibrio propri. Durante la visita valuto insieme al paziente quali zone trattare e se il filler con cellule staminali sia la scelta più adatta o se convenga integrarlo con altri trattamenti.
Se desideri un risultato naturale e duraturo, puoi richiedere una consulenza presso il mio studio di Verona, in Via Della Valverde 5.