Acne – Terapia Fotodinamica

ACNE

Una terapia locale, senza farmaci per bocca, per l’acne infiammatoria moderata e severa

Ci sono pazienti che arrivano in studio dopo anni di creme. Hanno provato i detergenti giusti, le terapie locali, magari due o tre cicli di antibiotico. Per qualche mese va meglio. Poi l’acne torna. E ogni volta che torna lascia qualcosa: una macchia, un segno, una piccola cicatrice.

Altri arrivano con una domanda precisa: «Esiste qualcosa di diverso dalle pastiglie?». Non vogliono, o non possono, affrontare mesi di isotretinoina. Una ragazza che pensa a una gravidanza. Un ragazzo preoccupato per gli effetti sull’umore. Un adulto che lavora e non può permettersi mesi di labbra screpolate e pelle che tira.

A tutti dico la stessa cosa. L’acne non si cura con una ricetta uguale per tutti. Si cura scegliendo la strada che la pelle e la vita del paziente possono sostenere. La terapia fotodinamica è una di queste strade. Non l’unica. Ma per molti pazienti è quella giusta.

LA TERAPIA FOTODINAMICA PER L'ACNE IN BREVE

La terapia fotodinamica (PDT) per l’acne è un trattamento ambulatoriale che combina una crema di acido 5-aminolevulinico (5-ALA) con una luce LED specifica. La crema viene assorbita soprattutto dalle ghiandole sebacee, dove si trasforma in una sostanza sensibile alla luce; la luce la attiva e riduce infiammazione, batteri e produzione di sebo. È indicata soprattutto per l’acne infiammatoria moderata e severa, anche quando non si può o non si vuole assumere isotretinoina o antibiotici per bocca. In genere servono 3-4 sedute a circa un mese di distanza. Agisce solo sulla pelle trattata: gli effetti collaterali restano locali (bruciore durante la seduta, rossore, desquamazione) e nelle 48 ore successive bisogna evitare la luce del sole diretta.

TrattamentoTerapia fotodinamica (PDT) con acido 5-aminolevulinico
Fotosensibilizzante5-ALA al 20%, preparazione galenica
Tempo di posa90 minuti, sotto bendaggio occlusivo
Sorgente luminosaLampada LED medicale dedicata, luce blu (420 nm) e luce rossa (633 nm)
Indicazioni principaliAcne infiammatoria moderata e severa (papule, pustole, noduli); acne con tendenza alle cicatrici
Numero di seduteIn media 3-4, a circa un mese di distanza, da definire in visita
IrraggiamentoCirca 15 minuti
AnestesiaNon necessaria
SensazioniCalore, pizzicore o bruciore durante l'irraggiamento, di intensità variabile
Dopo la sedutaRossore e gonfiore per alcuni giorni, possibile desquamazione
PrecauzioniEvitare la luce del sole diretta per 48 ore
Effetti sull'organismoTrattamento locale, senza esami del sangue né farmaci per bocca
RisultatoProgressivo; va mantenuto con una corretta terapia domiciliare

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Cos’è la terapia fotodinamica e come agisce sull’acne

La terapia fotodinamica nasce in dermatologia oncologica, dove è un trattamento consolidato per le cheratosi attiniche e alcuni tumori superficiali della pelle. Nell’acne si studia e si usa da oltre vent’anni: il primo lavoro clinico è del 2000.

Il principio è semplice. L’acido 5-aminolevulinico non è un farmaco estraneo al corpo: è una molecola che il nostro organismo produce normalmente, come primo passo per produrre l’eme, la parte dell’emoglobina che lega l’ossigeno. Applicato sulla pelle, viene assorbito soprattutto dalle cellule più attive: quelle della ghiandola sebacea e del follicolo. Lì si trasforma in protoporfirina IX, una sostanza che reagisce alla luce. Quando la luce della lampada la colpisce, si libera ossigeno reattivo che agisce sulle strutture dove la protoporfirina si è accumulata.

È per questo che la PDT colpisce l’acne su più fronti contemporaneamente:

  • riduce il Cutibacterium acnes (un tempo chiamato Propionibacterium acnes), il batterio coinvolto nell’infiammazione;
  • riduce l’attività delle ghiandole sebacee, quindi la produzione di sebo;
  • spegne l’infiammazione di papule, pustole e noduli;
  • aiuta a normalizzare il rinnovamento delle cellule del follicolo, che quando è alterato forma i comedoni.

Agisce quindi su più meccanismi insieme: in modo più marcato sull’infiammazione e sulla ghiandola sebacea, meno sui comedoni. Per questo dà il meglio nell’acne infiammatoria.

Perché due luci: blu e rossa

Nel mio studio uso una lampada LED medicale dedicata alla PDT, con due lunghezze d’onda. Non è una scelta di marketing. È fisica.

La luce blu a 420 nm attiva la protoporfirina con grande efficienza, ma penetra poco: lavora negli strati più superficiali, dove si formano comedoni e pustole. La luce rossa a 633 nm viene assorbita meno, ma arriva più in profondità, fino alla ghiandola sebacea e alle lesioni infiammatorie più profonde. Usarle insieme significa trattare l’acne sia in superficie sia alla radice.

Perché il 5-ALA al 20%

Il 20% è la concentrazione classica della terapia fotodinamica con 5-ALA. È quella del primo studio clinico sull’acne, pubblicato nel 2000 dal gruppo di Rox Anderson a Harvard, ed è la stessa del primo preparato di 5-ALA approvato negli Stati Uniti, nel 1999, per le cheratosi attiniche. Negli studi che hanno confrontato concentrazioni diverse, quelle più alte tendono a dare una risposta maggiore sulle lesioni infiammatorie, insieme a reazioni più intense dopo la seduta.

Per questo utilizzo una preparazione galenica al 20% con un tempo di posa di 90 minuti, sotto bendaggio occlusivo: il tempo necessario perché il 5-ALA si accumuli nelle ghiandole sebacee e nei follicoli, dove serve. Il prezzo di una terapia efficace è una reazione più vivace durante e dopo la seduta: il calore durante l’irraggiamento si controlla con il getto di aria fredda, il rossore dei giorni successivi con la crema idratante e lenitiva.

A chi è indicata la terapia fotodinamica

La PDT è indicata soprattutto nell’acne infiammatoria moderata e severa, quella fatta di papule, pustole e noduli, e nell’acne che tende a lasciare cicatrici. Una revisione pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology la indica come alternativa proprio per chi ha controindicazioni, risponde solo in parte o ha effetti collaterali importanti con le terapie tradizionali.

Nella pratica, i pazienti che ne beneficiano di più sono:

  • adolescenti e giovani adulti con acne infiammatoria che non risponde più alle sole terapie locali;
  • donne con acne dell’età adulta che non possono o non vogliono seguire il programma di prevenzione della gravidanza richiesto dall’isotretinoina;
  • chi ha già fatto più cicli di antibiotico e ha visto l’acne tornare ogni volta;
  • chi ha avuto effetti collaterali importanti con l’isotretinoina o ha controindicazioni al suo uso;
  • chi ha un’acne che sta lasciando segni e ha bisogno di un miglioramento rapido, quando l’isotretinoina non è praticabile o non è desiderata.

Terapia fotodinamica o isotretinoina?
Un confronto onesto

È la domanda che mi fanno più spesso. Merita una risposta seria, non uno slogan.

L’isotretinoina per bocca è un farmaco molto efficace. Le linee guida dell’American Academy of Dermatology del 2024 la raccomandano con forza per l’acne severa, per quella che lascia cicatrici e per quella che non risponde alle terapie standard. Nessun medico serio lo nega.

Ma è anche un farmaco impegnativo. È fortemente teratogena: per questo l’Agenzia Europea dei Medicinali impone a tutte le donne in età fertile un programma di prevenzione della gravidanza, con contraccezione e test di gravidanza ripetuti. Richiede esami del sangue periodici. Secca pelle, labbra e mucose. E le agenzie regolatorie europee e britanniche hanno rafforzato negli anni le avvertenze sui possibili effetti sull’umore e sulla sfera sessuale. Per alcuni pazienti questi aspetti sono un ostacolo reale.

La terapia fotodinamica ha un profilo diverso. Uno studio randomizzato multicentrico pubblicato nel 2023 sul Journal of the American Academy of Dermatology ha confrontato una PDT con 5-ALA e luce rossa con l’isotretinoina (0,5 mg/kg al giorno per sei mesi) nell’acne moderata e severa: con la PDT il miglioramento arrivava molto prima; a un mese dalla fine delle terapie l’isotretinoina risultava più efficace; a sei mesi i risultati erano sovrapponibili. Gli effetti collaterali della PDT restavano limitati alla pelle. Lo studio usava sedute settimanali e un protocollo diverso dal mio, e gli stessi autori ne segnalano i limiti: un numero contenuto di pazienti e molti abbandoni. È un dato interessante, non ancora definitivo.

La conclusione è semplice. Non è una gara tra terapie. Il trattamento più corretto per l’acne non è quello più forte: è quello più adatto a quel paziente.

Terapia fotodinamicaIsotretinoina per bocca
Come agisceLocalmente, sulla pelle trattataSu tutto l'organismo
Durata del cicloIn media 3-4 sedute, una al mese, nell'arco di circa 3 mesiIn genere 4-6 mesi o più, con assunzione quotidiana
Prove scientificheIn crescita, ma ancora limitate e di bassa qualitàAmpie; farmaco di riferimento per l'acne severa
Effetti collateraliLocali: bruciore, rossore, desquamazione, sensibilità al sole per 48 oreSecchezza di pelle e mucose, alterazioni degli esami del sangue, possibili effetti su umore e sfera sessuale
GravidanzaNon si esegue in gravidanzaControindicata; programma di prevenzione obbligatorio per le donne in età fertile
ControlliVisite di controlloEsami del sangue periodici e test di gravidanza ripetuti

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Come si svolge la seduta

La pelle viene prima detersa con cura. Poi applico la crema di 5-ALA al 20% sulle aree da trattare e la copro con un bendaggio occlusivo, che ne migliora l’assorbimento. La posa dura 90 minuti: in questo tempo resti in studio e puoi leggere, lavorare al telefono o al computer.

Trascorsa la posa, rimuovo la crema e la pelle viene illuminata con la lampada LED, a luce blu e rossa, per circa 15 minuti. Durante l’irraggiamento si avverte calore, pizzicore o bruciore: è la reazione tra il 5-ALA accumulato nella pelle e la luce, cioè il segno che la terapia sta lavorando. L’intensità è molto soggettiva e tende a essere maggiore dove l’acne è più infiammata. Se il calore diventa troppo forte, indirizzo sul viso un getto di aria fredda, che lo rende sopportabile senza interrompere il trattamento.

Dopo la seduta

Per qualche giorno la pelle sarà arrossata e un po’ gonfia, come dopo una scottatura leggera. Può seguire una desquamazione fine. In alcuni casi nei primi giorni compare qualche pustola reattiva: fa parte della risposta al trattamento e si risolve.

La regola più importante riguarda la luce. Dopo la seduta nella pelle resta per un po’ di tempo la sostanza fotosensibile: per 48 ore bisogna evitare la luce del sole diretta. È un punto su cui non si fanno eccezioni.

Nei giorni successivi alla seduta serve solo una crema idratante e lenitiva, più volte al giorno. Nient’altro.

Quante sedute servono e quanto dura il risultato

Di solito imposto in media 3-4 sedute a circa un mese di distanza. Il numero esatto dipende dalla gravità dell’acne, dalla risposta alla prima seduta e dalla presenza di fattori ormonali. Un miglioramento si nota spesso già nelle settimane dopo la prima seduta e cresce con le successive.

Sulla durata serve chiarezza. L’acne è una malattia cronica e ha molte cause: ormoni, predisposizione, stile di vita. Nessuna terapia può garantire che non torni mai più, nemmeno l’isotretinoina. Nello studio del 2023 il risultato della PDT si manteneva a sei mesi dalla fine del trattamento. Per mantenerlo nel tempo è fondamentale una terapia domiciliare corretta e, quando serve, una valutazione ormonale: nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico, per esempio, l’acne va affrontata anche alla radice.

Quando non è la scelta giusta

La terapia fotodinamica è un ottimo strumento. Proprio per questo va usata quando serve, non a tutti.

Non è indicata in gravidanza e allattamento, nelle persone con porfiria o con malattie che rendono la pelle sensibile alla luce, in chi assume farmaci fotosensibilizzanti o ha un’allergia nota ai componenti della crema. Non si esegue sulla pelle con un’infezione in corso, come un herpes, o con una dermatite attiva nell’area da trattare.

Non è la scelta giusta nemmeno quando l’acne è lieve e fatta soprattutto di comedoni: in questi casi le terapie locali, ben impostate, sono spesso sufficienti e non c’è motivo di fare di più. E non lo è nelle forme molto gravi e generalizzate, con noduli diffusi su viso, schiena e torace o con sintomi generali: lì l’isotretinoina resta la terapia di riferimento e il paziente va seguito anche dal dermatologo.

Infine, la PDT tratta l’acne attiva. Non cancella le cicatrici già formate: quelle richiedono un percorso diverso.

Dire «no» quando una terapia non serve fa parte della terapia.

Terapia fotodinamica e altri trattamenti per la pelle acneica

L’acne raramente si presenta da sola. Spesso, quando la fase attiva si spegne, restano i suoi segni. Le macchie scure che rimangono al posto dei brufoli sono un’iperpigmentazione post-infiammatoria e si trattano con protocolli dedicati alle macchie post-infiammatorie. Le cicatrici vere e proprie, una volta stabilizzata l’acne, si affrontano con il laser per le cicatrici da acne.

Tra una seduta e l’altra, o nella fase di mantenimento, un peeling chimico ben scelto può aiutare a controllare comedoni e sebo. E se il rossore del viso non dipende dall’acne ma da una rosacea, il percorso è un altro: lo trovi nella pagina su couperose e rosacea.

La sequenza conta. Prima si spegne l’acne attiva. Poi si lavora sui segni.

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Poi scegliamo. A volte la scelta giusta è la terapia fotodinamica. A volte è una terapia locale ben fatta. A volte è l’isotretinoina, e in quel caso te lo dirò senza giri di parole. L’obiettivo non è venderti un trattamento: è trovare quello adatto a te.
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Domande frequenti sulla terapia fotodinamica per l’acne

Durante l’irraggiamento, che dura circa 15 minuti, si avverte calore, pizzicore o bruciore. L’intensità è soggettiva e tende a essere maggiore dove l’acne è più infiammata. Non serve anestesia: se il calore diventa troppo forte, un getto di aria fredda indirizzato sul viso lo rende sopportabile. Dopo la seduta la pelle resta arrossata per qualche giorno, come dopo una scottatura leggera.

In media 3-4 sedute a circa un mese di distanza l’una dall’altra. Il numero preciso si decide in visita e dipende dalla gravità dell’acne, dalla risposta alla prima seduta e dall’eventuale presenza di squilibri ormonali.

Spesso già nelle settimane dopo la prima seduta si nota una riduzione delle lesioni infiammatorie. Il miglioramento cresce con le sedute successive. In uno studio randomizzato del 2023, con sedute settimanali, il miglioramento con la PDT arrivava più rapidamente rispetto all’isotretinoina per bocca.

Nessuna terapia può garantire che l’acne non torni mai più, perché è una malattia cronica con cause ormonali e individuali. Uno studio randomizzato del 2023 ha mostrato risultati che si mantenevano a sei mesi dalla fine del trattamento. Per mantenerli nel tempo servono una terapia domiciliare corretta e, quando necessario, una valutazione ormonale.

Per alcuni pazienti con acne moderata e severa può essere un’alternativa, soprattutto quando l’isotretinoina non è praticabile o non è desiderata. Uno studio randomizzato pubblicato nel 2023 ha mostrato risultati sovrapponibili a sei mesi tra PDT e isotretinoina, con effetti collaterali della PDT limitati alla pelle. Nelle forme molto gravi e generalizzate l’isotretinoina resta però la terapia di riferimento. La scelta si fa in visita, caso per caso.

Sì, purché per 48 ore dopo ogni seduta si eviti la luce del sole diretta. In estate questa precauzione richiede più attenzione, quindi conviene programmare le sedute tenendone conto.

Il sole dà un miglioramento temporaneo, perché riduce l’infiammazione e “asciuga” le lesioni. Allo stesso tempo però ispessisce lo strato superficiale della pelle e favorisce l’ostruzione dei pori. In molti pazienti l’acne torna così con l’autunno e peggiora fino all’inverno: un’ipotesi è proprio questo effetto ritardato del sole.

Sì, l’acne degli adolescenti è una delle indicazioni più frequenti, soprattutto quando le terapie locali non bastano più e si vogliono evitare cicli ripetuti di antibiotico. Per i minorenni la visita e il consenso al trattamento richiedono la presenza di entrambi i genitori.

No. In gravidanza e allattamento la terapia fotodinamica non si esegue. In questo periodo si scelgono terapie per l’acne compatibili con la gravidanza, da valutare con il medico.

Alcune terapie locali irritanti, come retinoidi ed esfolianti, vanno sospese qualche giorno prima della seduta per non sensibilizzare troppo la pelle. Le indicazioni precise vengono date in visita, in base alle terapie che stai usando.

No. La terapia fotodinamica tratta l’acne attiva e, spegnendo l’infiammazione, riduce il rischio di nuove cicatrici. Le cicatrici già formate si trattano dopo, con il laser e con altri trattamenti dedicati.

Sì, ma con più attenzione. Nelle pelli scure dopo il trattamento il rischio di macchie temporanee è più alto, quindi nelle 48 ore successive evitare il sole diretto è ancora più importante e va seguito con particolare rigore.

La terapia fotodinamica è approvata in Europa per le cheratosi attiniche e alcuni tumori superficiali della pelle, negli Stati Uniti per le cheratosi attiniche. Nell’acne si usa da oltre vent’anni ed è sostenuta da studi clinici e consensi di esperti, ma è un uso al di fuori delle indicazioni registrate (off-label). Per questo si esegue dopo una visita e con un consenso informato specifico.

Gli antibiotici per bocca possono essere utili nell’acne infiammatoria, ma le linee guida raccomandano di usarli per il periodo più breve possibile e sempre insieme a terapie locali, per limitare lo sviluppo di resistenze batteriche. Quando l’acne torna a ogni sospensione, ripetere un ciclo dopo l’altro non è la soluzione: è il momento di valutare un’alternativa, come la terapia fotodinamica o l’isotretinoina.