Stanco o stanca dei tuoi tatuaggi? Rimuovili con il laser

Se non ti piace più un tatuaggio e desideri rimuoverlo, parzialmente o completamente, non preoccuparti perché oggi è possibile!

Il miglior modo per farlo è rappresentato dal laser Q-switched, che utilizza una sorgente di luce per frantumare il pigmento ed eliminarne i residui. A seconda dei colori del tatuaggio, il laser utilizzato avrà differenti lunghezze d’onda perchè non tutti i laser sono idonei per questo compito. I laser Q-Switched di ultima generazione sono quelli che utilizzano i Nano e i Pico secondi come tempi d’impulso per una maggiore efficacia sul pigmento.

Come lavora il laser Q-Switched

Quando la luce del laser bombarda le particelle che compongono il pigmento del tatuaggio, queste si disgregano e frantumano in micro particelle che sono poi assorbite ed eliminate dal nostro corpo.

Questo processo richiede normalmente alcune settimane e alcune sedute di terapia. I laser più comunemente utilizzati sono i laser Q-switched, in grado di raggiungere il pigmento del tatuaggio posto nel derma.

I vantaggi del laser Pico e Nano Q-Switched

Altre metodiche usate per rimuovere i tatuaggi sono la chirurgia e la dermoabrasione. L’utilizzo di acidi è stato invece abbandonato da molti anni. Queste metodiche sono però invasive e dolorose e quasi sicuramente possono residuare cicatrici in particolar modo quando il tatuaggio fosse grande. I laser, al contrario, sono invece molto più sicuri ed efficaci. La rimozione con laser Pico/Nano Q-Switched è una metodica non invasiva ed ha il vantaggio di concentrare l’energia solo sul pigmento del tatuaggio, risparmiando la pelle intorno.

Il candidato ideale per la rimozione dei tatuaggi

I pazienti che desiderano rimuovere un tatuaggio o anche solo eliminarne una parte devono essere in buona salute e non avere dermatiti o altre patologie in atto sulle zone da trattare. La pelle dove si trova il tattoo non deve essere abbronzata e il paziente non deve esporsi al sole durante lo svolgimento delle sedute. Sarebbe buona cosa (ma questo spesso non accade) che la persona sapesse riferire alcune cose sul tatuaggio che desidera eliminare: tipo di pigmento, numero di aghi della penna del tatuatore, numero di passaggi o sedute effettuate. Spesso i tatuatori, infatti, ripassano più volte il tatuaggio. Maggiori sono i passaggi effettuati, più marcato è il tatuaggio  maggiore è la profondità cui il pigmento è stato posto è più difficile è la rimozione completa del tattoo.

Come di svolge la seduta

Inizialmente, il medico esegue un test su una piccola area del tatuaggio indicata dal paziente. Il test è effettuato per valutare la reazione del tatuaggio e della pelle al laser. Seppur raramente, infatti, il pigmento del tatuaggio può cambiare colore (viraggio) o scatenare una reazione allergica locale. Per questo è bene eseguire sempre il test prima di iniziare il ciclo di sedute.

Il test non serve a mostrare quanto e come il tatuaggio venga via, ma solo che l’interazione della luce con il pigmento non determini reazioni avverse.

Prima di iniziare la seduta, solitamente si applica sul tatuaggio da trattare una crema anestetica che deve retare in occlusione per circa 30 minuti. La crema anestetica si applica nei casi di tatuaggi grandi e per il massimo confort del paziente. Dopo questo tempo la crema anestetica è rimossa e la pelle disinfettata. SI utilizza quindi un getto di aria fredda per un miglior confort del paziente e si inizia la seduta. Al termine di questa si applica una medicazione con crema antibiotica.

Alcuni pazienti riferiscono la sensazione come di un pizzicotto e di calore quando la luce del laser raggiunge il pigmento del tatuaggio. Si sentirà un rumore come di “scoppiettio dei pop corn in una padella”, segno che il laser ha raggiunto il bersaglio ed è efficace. Normalmente non è necessario alcun tipo di anestetico, ma può esserne posto uno in crema circa 30 minuti prima dell’inizio della seduta. In caso di soggetti particolarmente sensibili, durante la seduta  si utilizza anche un getto d’aria fredda sulla zona del trattamento per eliminare qualsiasi fastidio.

Quali colori possono essere trattati?

Con i laser Q-Sw a quattro lunghezze d’onda possono in teoria essere trattati tutti i colori. Bisogna però dire che malgrado tutto, colori come l’azzurro, il giallo, l’arancione, il rosa e il verde chiaro sono piuttosto resistenti e quindi difficili da rimuovere completamente.

Quanti trattamenti sono necessari per rimuovere un tatuaggio?

Il numero di sedute necessario per rimuovere un tatuaggio dipende dalla sua grandezza, dal colore, dal pigmento e dalla profondità cui il pigmento è stato posto nella pelle. Anche la tecnica utilizzata dal tatuatore incide sul numero delle sedute.

Di solito le sedute sono effettuate a distanza di 45 giorni una dall’altra per permettere che il pigmento bombardato dal laser sia “digerito” dal nostro organismo e la pelle si ricostruisca.

La durata di ogni seduta varia dai dieci ai trenta minuti, in base alle dimensioni del tatuaggio. Molti pazienti vedono il tatuaggio schiarire già dopo la prima seduta, ma di solito per ottenere un buon risultato ne servono un certo numero e quindi un po’ di tempo.

I tatuaggi più semplici da eliminare sono quelli neri, magari sfumati, per i quali, di solito, possono essere sufficienti anche solo 3 sedute.

Come comportarsi dopo la seduta laser Q-Sw

Dopo la seduta, la pelle tatuata potrebbe avere una colorazione biancastra e l’area attorno essere invece arrossata e leggermente gonfia: tutto questo è normale e scomparirà nel giro di qualche giorno. E’ necessario applicare per qualche tempo una pomata antibiotica sull’area trattata per evitare infezioni e assolutamente non esporsi al sole, a lampade abbronzanti, evitare calore eccessivo (sauna, bagno turco), evitare bagni e piscina.

E’ necessario proteggere con una garza o cerotto medicato l’area trattata per prevenire possibili infezioni per un paio di settimane almeno.

Ci sono effetti collaterali?

Seppur rari, dobbiamo ricordare che possiamo avere delle aree in cui la pelle apparirà più chiara o biancastra: tutto ciò si risolve normalmente nel giro di alcuni mesi e per ripristinare più velocemente il colorito normale della pelle si possono utilizzare laser UVB-NB e UVA1.

In alcuni casi la pelle può reagire lasciando una cicatrice ipertrofica. In tal caso si dovranno utilizzare creme e placche a base di silicone.

Cos’è il tatuaggio fantasma?

In alcuni casi, che dipendono dal tipo d’inchiostro utilizzato, la scomparsa del tatuaggio può essere parziale e potrà residuare una “ombra” detta tatuaggio fantasma che normalmente scompare da sola, nell’arco però di nove – dodici mesi.

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