Quando un paziente si siede di fronte a me per una consulenza, porto con me qualcosa che fino a pochi anni fa non esisteva negli studi di medicina estetica: la possibilità di guardare dentro il suo viso, in tempo reale, senza un’incisione. L’ecografia del volto ad alta risoluzione ha cambiato il modo in cui lavoro. In questo articolo voglio spiegare, senza tecnicismi inutili, cosa vedo davvero quando poso la sonda sul viso di un paziente.
Il viso non è piatto
Quello che vediamo allo specchio è una superficie. Quello che c’è sotto è un sistema stratificato di tessuti che, se non conosci, puoi danneggiare senza accorgertene. Sotto la pelle del viso, in pochi millimetri di spessore, si trovano:- L’epidermide — lo strato più superficiale, sottilissimo, pochi decimi di millimetro.
- Il derma — il cuore strutturale della pelle, ricco di collagene, elastina e acido ialuronico endogeno. È qui che lavorano la maggior parte dei filler e dei trattamenti di biostimolazione.
- L’ipoderma — il tessuto adiposo sottocutaneo, organizzato in compartimenti. La sua distribuzione cambia con l’età e determina in gran parte l’aspetto volumetrico del viso.
- Lo SMAS — il sistema muscolo-aponeurotico superficiale, una fascia fibrosa che è il piano di riferimento della chirurgia estetica del viso.
- I muscoli mimici — responsabili dell’espressività del viso, ma anche delle rughe dinamiche che il botulino tratta.
- I vasi sanguigni — la parte più critica. Arterie e vene che corrono a profondità variabili, con percorsi anatomici che differiscono da persona a persona.
