Il lipofilling ai glutei — spesso indicato con il nome internazionale Brazilian Butt Lift o BBL — è probabilmente la procedura di lipofilling più richiesta in assoluto, e anche quella su cui circola più disinformazione. Tra contenuti social che mostrano risultati estremi e articoli che la descrivono come una procedura banale, è difficile farsi un’idea chiara di cosa sia realmente, di cosa si può ottenere, e — soprattutto — dei suoi rischi reali.
In questo articolo voglio essere preciso su tutti questi punti: come funziona la procedura, cosa significa davvero “rimodellare” i glutei con il proprio grasso, quali sono i limiti, e perché alcuni aspetti tecnici — che raramente vengono comunicati — sono più importanti del risultato estetico immediato.
Cos’è il lipofilling ai glutei
Il principio è lo stesso del lipofilling in altre zone del corpo: si preleva tessuto adiposo da zone donatrici tramite liposuzione, si processa per selezionare le cellule adipose vitali, e si reinietta nei glutei per aumentarne il volume e modificarne la forma — più rotondità, più proiezione, miglior raccordo con i fianchi e le cosce. Quello che distingue il lipofilling ai glutei da altre zone è la combinazione tra volumi generalmente più importanti e la specificità anatomica della regione — in particolare per quanto riguarda i piani in cui il grasso viene iniettato. Ed è qui che si gioca la differenza tra una procedura sicura e una procedura ad alto rischio.La questione di sicurezza più importante: la profondità di iniezioneQuesto è il punto su cui voglio essere più diretto possibile, perché riguarda la sicurezza, non l’estetica. La regione glutea è percorsa da vasi sanguigni di grande calibro — in particolare i rami dei vasi gluteo superiore e inferiore — che si trovano in profondità, sotto il piano muscolare. Se il grasso viene iniettato accidentalmente in questi vasi durante un’iniezione intramuscolare o sottomuscolare profonda, può verificarsi un’embolia grassosa: il grasso entra in circolo, raggiunge i polmoni o altri organi, e può causare conseguenze gravissime — nei casi più estremi, fatali. Questo non è un rischio teorico: è documentato come la causa principale di mortalità associata alle procedure di lipofilling glutei a livello internazionale, e la ragione per cui in alcuni paesi sono state introdotte linee guida specifiche sulla tecnica di iniezione. La risposta a questo rischio è tecnica, ed è non negoziabile: il grasso va iniettato esclusivamente nel piano sottocutaneo — sopra il muscolo, mai dentro o sotto di esso — con cannule smussate (non aghi taglienti) che riducono drasticamente il rischio di penetrazione vascolare accidentale. È una scelta tecnica che limita, in parte, il volume massimo ottenibile in una singola seduta rispetto a tecniche più aggressive — ma è la differenza tra una procedura sicura e una procedura che espone la paziente a un rischio reale e grave. Quando valutate questa procedura, è una delle domande più importanti da porre al chirurgo: in quale piano viene iniettato il grasso, e con quale tipo di strumento.Quanto volume si può ottenere
Come per il seno, la percentuale di attecchimento del grasso trapiantato ai glutei si attesta generalmente nell’ordine del 50-70%, con variazioni individuali. Questo significa che il volume visibile a fine intervento sarà superiore a quello che rimarrà stabilmente dopo 3-6 mesi, quando il processo di vascolarizzazione del grasso trapiantato si è completato. La quantità di grasso disponibile per il trapianto dipende dalla riserva adiposa della paziente nelle zone donatrici — generalmente addome, fianchi, schiena, cosce. Pazienti con una riserva adiposa limitata avranno, semplicemente, meno materiale disponibile per il trapianto: è una delle ragioni per cui il lipofilling non è la soluzione adatta a tutte le richieste di aumento volumetrico, specialmente quando l’obiettivo è un cambiamento drastico.Il doppio beneficio: rimodellare prelevando
Una caratteristica che rende il lipofilling glutei particolarmente apprezzato è il suo doppio effetto: il prelievo del grasso dalle zone donatrici ha un effetto rimodellante in sé, riducendo volumi localizzati su fianchi, schiena o cosce, mentre il trasferimento al gluteo aumenta volume e migliora le proporzioni complessive del corpo. Questo significa che la pianificazione della procedura non riguarda solo “quanto grasso aggiungere ai glutei”, ma anche “da dove prelevarlo” — una decisione che ha un impatto significativo sul risultato estetico complessivo, non solo locale.Lipofilling o filler con acido polilattico: qual è la differenza
Esiste anche un’alternativa non chirurgica al lipofilling per il rimodellamento dei glutei: il filler con acido polilattico. È importante capire che si tratta di approcci profondamente diversi, non intercambiabili.- Il lipofilling è una procedura chirurgica, eseguita in sala operatoria, che trapianta tessuto vivente della paziente — con tutti i vantaggi (naturalezza, integrazione permanente del tessuto attecchito) e gli impegni che questo comporta (anestesia, tempi di recupero, i rischi discussi sopra).
- Il filler con acido polilattico è una procedura ambulatoriale, non chirurgica, che stimola gradualmente la produzione di collagene nel tempo attraverso iniezioni ripetute in più sedute. I risultati sono più graduali, generalmente più contenuti in termini di volume, ma con un impegno e un recupero molto inferiori. La scelta tra le due dipende dall’obiettivo: cambiamenti di volume significativi richiedono il lipofilling; un miglioramento della qualità della pelle e un incremento moderato e graduale possono essere ottenuti con l’acido polilattico, senza chirurgia.
