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Dott. Luigi Mazzi
Ho scelto la chirurgia
perché volevo
costruire, non solo curare.
Da studente si passa da un reparto all’altro cercando qualcosa che assomigli a ciò che sei. Io l’ho trovato in chirurgia plastica.
La medicina interna non faceva per me. Mezza pastiglia in più, mezza in meno, oggi sì e domani no. Io avevo bisogno di vedere le cose prendere forma con le mani. Ero così anche da bambino: smontavo, costruivo, sistemavo. La chirurgia plastica era la risposta naturale — un posto dove la precisione tecnica si incontra con la comprensione profonda della persona.
Mi sono laureato a Verona nel 1991 con 110 e lode, con una tesi sperimentale in chirurgia plastica. Ma la formazione vera è iniziata fuori dalle aule.
In quelle situazioni capisci che la medicina non è una procedura. È una responsabilità verso una persona che si fida di te completamente.
Quando sono passato definitivamente alla chirurgia plastica e poi alla medicina estetica, quella responsabilità l’ho portata con me. Non l’ho lasciata sull’elicottero.
Quindici anni sull’elicottero del 118
Prima di operare in sala, ho imparato cosa significa davvero il corpo umano — e cosa significa la vita.
Ho cominciato a fare il medico sulle ambulanze, poi sull’elicottero del 118 per quasi quindici anni. In quei voli ho visto di tutto. Ho messo a rischio la mia vita per aiutare persone in situazioni disperate, insieme a infermieri e piloti straordinari che ancora oggi considero tra le persone più coraggiose che abbia incontrato.
Quella esperienza mi ha formato in un modo che nessun master universitario avrebbe potuto fare. Quando arrivi su un trauma in montagna, o su un incidente stradale, non hai tempo per le esitazioni. Devi vedere la persona intera, capire subito cosa serve, decidere. E impari — in modo permanente e fisico, non teorico — che il medico si può fare in tanti modi, ma solo uno è quello giusto.
I maestri che mi hanno fatto medico
La formazione di un chirurgo passa attraverso le persone, non solo attraverso i libri.
Ho avuto la fortuna di formarmi accanto a due medici che mi hanno trasmesso qualcosa che non si trova nei manuali. Il Prof. Furlan, al reparto di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Maggiore di Verona, mi ha insegnato il rigore della tecnica chirurgica e il rispetto assoluto per il paziente. Il Prof. Bartoletti, alla Scuola Internazionale di Medicina Estetica di Roma — dove mi sono diplomato con lode nel 2000 — mi ha insegnato che la medicina estetica è, prima di tutto, medicina.
Entrambi mi hanno trasmesso la stessa cosa: l’umiltà viene prima di tutto. Prima della tecnica, prima dell’esperienza, prima dei risultati. L’umiltà di riconoscere i propri limiti. L’umiltà di continuare a studiare ogni giorno. L’umiltà di dire “no” a un paziente quando è la risposta giusta.
Ho frequentato congressi internazionali negli USA dal 1997, pubblicato ricerche su riviste scientifiche indicizzate, collaborato con le principali aziende laser al mondo per sviluppare protocolli clinici adottati in Europa. Dal 2025 sono professore a contratto alla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Verona – Master in Medicina Estetica. Non per costruire un curriculum, ma perché in questa professione chi smette di imparare smette di essere utile.
Cosa mi fa arrabbiare della medicina estetica di oggi
Parlare chiaro è una forma di rispetto verso i pazienti.
Oggi la medicina estetica è diventata, in molti casi, sinonimo di punturine uguale soldi. Non importa cosa, non importa dove, non importa per chi. L’importante è fare cassa. Si vende un trattamento come si vende un prodotto sullo scaffale — con la promozione, con il prezzo, con il prima e dopo ritoccato.
Questo mi fa arrabbiare, lo dico senza mezzi termini.
La chirurgia plastica, medicina estetica che ho studiato — quella della SIME, quella dei miei maestri — è prima di tutto medicina. Significa studiare la fisiologia, l’anatomia, le nuove ricerche, le nuove tecnologie. Significa studiare il paziente prima di qualsiasi altra cosa, e trovare poi — se esiste — la terapia corretta. Significa che “non intervenire” è sempre un’opzione, spesso quella più indicata.
Se fai questo lavoro pensando ai soldi prima che alla tua formazione, sei sulla strada sbagliata. E prima o poi — prima, quasi sempre — i tuoi pazienti lo scopriranno.
Io ho scelto un percorso diverso. Più lento, più faticoso, più esigente. Ma è l’unico che mi permette di guardare in faccia le persone che si siedono davanti a me e dire loro la verità.
Dove lavoro oggi
Tre contesti diversi, la stessa filosofia.
La mia attività si divide tra tre realtà complementari, ognuna con caratteristiche proprie ma tutte accomunate dallo stesso approccio: nessuna scorciatoia, nessun compromesso sulla qualità.
MediLight Laser Clinic — Verona La clinica che ho fondato nel 2006, il mio studio e di cui sono direttore medico. Il luogo dove ho costruito nel tempo un centro dedicato interamente alle tecnologie più avanzate di laser, luce pulsata, radiofrequenza e HIFU, con supervisione medica diretta su ogni trattamento e alle tecniche più all’avanguardia di medicina rigenerativa autologa, dagli esosomi autologhi alle cellule staminali.
Ospedale Pederzoli — Peschiera del Garda Dal 2013 collaboro con il reparto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Ospedale Pederzoli, diretto dalla Dr.ssa Monica Pasqualini, una delle strutture private accreditate più importanti del Veneto. Un contesto chirurgico ad alto livello dove opero casi complessi di chirurgia plastica e ricostruttiva.
MediLight Laser Clinic
Una clinica nata da un’idea precisa: fare medicina estetica come si fa chirurgia. Ho fondato MediLight nel 2006 perché volevo un luogo dove i principi che mi erano stati insegnati si potessero applicare ogni giorno, senza compromessi. Tecnologie validate, non quelle di moda. Protocolli personalizzati, non pacchetti standard. Supervisione medica diretta su ogni trattamento, non delega ai tecnici. Oggi il mio studio è una delle poche cliniche in Italia con l’intero spettro delle tecnologie laser e non invasive di ultima generazione: laser frazionati CO₂ ed Erbium, Nd:Yag, diodici, IPL, HIFU, radiofrequenze. Le tecnologie sono strumenti. Quello che conta è chi le usa, come, e soprattutto perché.La mia filosofia
La chirurgia estetica ha senso solo quando migliora il rapporto che una persona ha con se stessa. Non quando lo sostituisce.
— Luigi Mazzi
Formazione e titoli
In sintesi
1985–1991 Laurea in Medicina e Chirurgia, 110/110 lode — Università degli Studi di Verona
1991–2000 Chirurgia Plastica e Centro Ustioni, Osp. B.go Trento, Università di Verona — Dir. Prof. S. Furlan
1991–2000 SUEM 118 Verona — Medico d’urgenza su ambulanza e su elicottero (dal 1995 flight physician e coordinatore)
1996 Riconoscimento titolo di Chirurgo Plastico (Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica)
1996–2000 Scuola Internazionale di Medicina Estetica, Fondazione Fatebenefratelli Roma — Dir. Prof. C. A. Bartoletti
2000 Diploma con lode in Medicina Estetica — Scuola Internazionale di Medicina Estetica, Roma
2004–oggi Docente, corso Laser Terapia — Scuola Internazionale di Medicina Estetica, Roma
2006–oggi Fondatore e Direttore Sanitario — MediLight Laser Clinic, Verona
2015–2018 Head of Department — La Clinique of Switzerland, Lugano
2015–oggi Head of Department — Diopside Medical Spa, Swiss Diamond Hotel, Vico Morcote (CH)
2016–oggi Chirurgia Plastica e Ricostruttiva — Ospedale Pederzoli, Peschiera del Garda
2025–oggi Professore a contratto — Scuola di Medicina e Chirurgia, Università di Verona
1997–oggi Formazione e aggiornamento continuativo in USA e in Europa
Aprile 2006 Best Science Award — American Society for Laser Medicine and Surgery (ASLMS), USA
Lingue: Italiano (madrelingua) · Inglese C2 IELTS · Spagnolo · Francese
Società scientifiche e ruoli accademici
| 2025 – oggi | Professore a contratto, Scuola di Medicina e Chirurgia — Università di Verona |
| 2010 – oggi | Dermatologic and Aesthetic Surgery International League (DASIL) |
| 2007 – oggi | SICPRE – Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica |
| 2002 – oggi | American Society for Laser Medicine and Surgery (ASLMS) |
| 2002 – oggi | Accademia Italiana di Medicina Estetica – SIME (Società Internazionale di Medicina Estetica) |
| 2002 – oggi | Italian Association of Aesthetic Botulinum Toxin (AITEB) |
| 2005 – 2010 | American Society for Photodynamic Therapy (ASPDT) |
| 1997 – 2001 | European Medical Laser Association |
Pubblicazioni scientifiche selezionate
2026 “Tumescent-assisted interstitial 1470nm diode laser treatment for primary axillary hyperhidrosis: a prospective single-center series of 23 cases with 12-month follow-up” — Laser Therapy Journal, apr. 2026. doi:10.4081/ltj.2026.429
2005 “Intense Pulsed Light systems” — Enciclopedia di Cosmetologia, Elsevier Ed.
2006 “Skin rejuvenation with radiofrequency device: Thermage technique” — Enciclopedia di Cosmetologia, Elsevier Ed.
2004 “LightSheer: gold standard per depilazione con tecnologia laser” — J. of the European Academy of Dermatology and Venereology, vol. 18 suppl. 2, p. 136, 2004
2003 “Le laser Erbium:YAG: une technique pour le rajeunissement du visage” — Journal de Médecine Esthétique et de Chirurgie Dermatologique, vol. XXX n°117, pp. 35–41
2003 Proceedings — Lasers in Medical Science, Springer London, vol. 18 Suppl. 1 / Lasers in Surgery and Medicine, vol. 32, S15. American Society for Laser Medicine and Surgery, 23rd Annual Meeting
2002 “Using the Photo Facial™ Rejuvenation: two years of experience” — J. of Cosmetic and Laser Therapy, vol. 4 n°2 (ISSN 1476-4172, Index Medicus)
2002 “Venous disease of the legs: 810nm diode laser for endovasal treatment of saphena and 1064nm for legs teleangectasis” — J. of Cosmetic and Laser Therapy, vol. 4 n°2
2002 “Three years’ experience in hair removal with an 810nm pulsed diode laser” — J. of Cosmetic and Laser Therapy, vol. 4 n°2
2001 “Erbium:YAG laser nelle tecniche di ringiovanimento del volto” — La Medicina Estetica, anno 25 n°2, apr–giu 2001, pp. 297–304
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